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TERAPIA CHIRURGICA dell' IPERTROFIA PROSTATICA
A tutt’oggi il gold standard nella terapia chirurgica dell'IPB rimane ancora la TURP (resezione transuretrale dell’adenoma prostatico) e la chirurgia a cielo aperto in caso di prostata molto voluminosa (adenomectomia transvescicale o retropubica).
Esistono interventi chirurgici miniinvasivi alternativi alla resezione endoscopica classica come la Laser terapia la elettrovaporizzazione (TUVAP), la termoterapia (TUMT) la TUNA (tranurethral needle ablation).
.Recentemente presso il nostro Istituto sono stati eseguiti studi riguardanti l'alcolizzazione prostatica transperineale come procedura miniinvasiva alternativa all’intervento endoscopico in pazienti ad elevato rischio operatorio. I risultati a breve termine sono incoraggianti.
E’ un intervento endoscopico. Consiste nella resezione transuretrale dell’adenoma prostatico che viene asportato a piccole “fette”. Il tessuto viene resecato utilizzando una ansa termica che taglia e coagula. In questo modo si disostruisce l’uretra prostatica eliminando l’ostacolo e migliorando il flusso urinario. Al termine dell’intervento viene posizionato un catetere con un lavaggio vescicale che viene mantenuto per due – tre giorni durante i quali il paziente viene ricoverato. Può essere eseguito in anestesia generale o periferica (spinale o peridurale).
E’ un intervento chirurgico che necessita di una incisione addominale. Si apre quindi la vescica e si asporta in un solo blocco l’adenoma prostatico ostruente. La scelta di un intervento chirurgico a cielo aperto è giustificata quando il volume prostatico è maggiore di 70 cc.
Al termine dell’intervento viene posizionato un catetere con lavaggio vescicale ed è necessario un ricovero di circa 7 giorni.
ALCOLIZZAZIONE PERCUTANEA DELLA PROSTATA
La tecnica prevede l’iniezione percutanea di piccolissime quantità di alcool all’interno della prostata sotto guida ecografica. L‘alcol produce una necrosi del tessuto e dei recettori alfa, migliorando così la sintomatologia urinaria. Il vantaggio è rappresentato dalla scarsa invasività della manovra che viene eseguita in anestesia locale, senza ferita chirurgica ma solamente attraverso una puntura transperineale ecoguidata. Non necessita di ricovero.