CORPOPLASTICA DI RADDRIZZAMENTO DEL PENE

Indicazioni

Il ricorso alla terapia chirurgica degli incurvamenti congeniti e  dell' induratio penis plastica (IPP) è giustificato qualora si verifichi un incurvamento penieno che comprometta il coito o quando coesista un deficit erettivo più o meno grave.

Per l'incurvamento congenito l'unica terapia chirurgica è rappresentata dalla semplice corporoplastica di raddrizzamento (Nesbit, Yachia).

Per quanto riguarda la IPP, è nostra opinione che la terapia chirurgica non possa avere come obiettivo la guarigione dalla malattia bensì correggere la curvatura peniena mantenendo una rigidità peniena sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente.

Gli interventi che comportano l’escissione della placca nella nostra esperienza hanno indicazioni limitate in quanto spesso la placca infiltra il setto, è molto estesa o multipla e la sua rimozione e l’impianto di patch che devono colmare la perdita di sostanza dell’albuginea sono frequentemente causa di successiva disfunzione erettile.

Quale sia l’intervento di corporoplastica più idoneo nella terapia dell’induratio penis plastica è ancora controverso, ma sicuramente il grado di funzione erettile ci permette di classificare i pazienti in due gruppi : quelli che raggiungendo spontaneamente una rigidità soddisfacente necessitano solamente di una chirurgia con finalità plastiche e quelli che presentando un concomitante deficit d’erezione necessitano di un impianto di protesi.

 

Corporoplastica di raddrizzamento

L’indicazione alla terapia chirurgia plastica dipende dalla presenza delle seguenti condizioni : assenza di disfunzione erettile contestuale ; assenza di flogosi in atto e dolore ; stabilizzazione della placca da almeno 6 mesi ; forte motivazione psicologica del paziente all’intervento.

Gli interventi di plastica ricostruttiva possono essere raggruppati in tre tipi :

a)   interventi di raddrizzamento: la placca di scleroialinosi viene lasciata in sede e si cerca di ottenere solamente il raddrizzamento del pene (Plicatio; Nesbit; Yachia)

     

 

b)   interventi di incisione della placca : il tessuto fibroso viene inciso ampiamente ed in corrispondenza delle incisioni vengono applicati patch di materiale autologo

 

  

c)   interventi “radicali” di exeresi della placca con impianto di patch per sostituire il tratto di albuginea asportata.

L’obiettivo dell’intervento di corporoplastica di raddrizzamento è quello di correggere l’incurvamento determinato dalla fibrosi e dalla retrazione dell’albuginea in modo tale da rendere di nuovo possibile la penetrazione. L’incurvamento deve essere superiore a 45° per creare un reale problema coitale, tuttavia talvolta l’indicazione può essere estesa agli incurvamenti più modesti (30°) che non compromettono in assoluto il rapporto sessuale, ma creano gravi problemi psicologici al paziente. Secondo alcuni AA inoltre questo approccio chirurgico dovrebbe essere limitato agli incurvamenti di entità media-moderata (< 60°) in quanto per incurvamenti di entità maggiore si può incorrere in un eccessivo accorciamento del pene.

Il problema dell’accorciamento del pene conseguente all’intervento deve essere approfonditamente discusso con il paziente prima dell’intervento. Se il pene è corto per natura e la malattia lo ha ulteriormente accorciato l’intervento di semplice raddrizzamento per un incurvamenti > di 60° è controindicato e si dovrà scegliere un intervento di incisione o sostituzione di placca con patch.

Nella nostra esperienza il problema dell’accorciamento postoperatorio del pene si è rivelato di trascurabile importanza in quanto, dopo averlo discusso con i pazienti, questi nella grandissima maggioranza dei casi si sono dichiarati soddisfatti anche dopo interventi di raddrizzamento per curvature uguali o superiori a 90°.

L’intervento può essere eseguito in anestesia generale, loco-regionale e, se l’incurvamento è distale,  in anestesia locale se i pazienti  sono collaboranti.

 

Risultati

Per valutare la riuscita di una corporoplastica di raddrizzamento bisogna seguire il paziente per almeno 6 mesi con controlli settimanali per il primo mese. Il paziente viene sottoposto ad un questionario sessulogico per conoscere la soddisfazione soggettiva e la funzione erettile ed eventualmente si può eseguire un test di farmacoerezione o un ecocolorDoppler. E’ necessario inoltre  misurare:

-      le dimensioni del pene per valutare l’entità dell’eventuale accorciamento

-      l’entità di un eventuale incurvamento residuo.

Per ogni tecnica descritta esiste infatti una più o meno elevata percentuale di insuccessi con persistenza dell’incurvamento o ipercorrezione.

Nella nostra esperienza relativa a 157 pazienti valutabili con un follow-up minimo di 6 mesi abbiamo ottenuto una correzione pressoché completa dell’incurvamento nell’ 82% dei casi, nel 16% era presente un incurvamento inferiore a 30° mentre nel 2% è residuato un incurvamento maggiore di 30°; un paziente presentava una ipercorrezione inferiore a 30°.

Si è verificato un accorciamento inferiore ad 1,5 cm nell’’86% dei casi ad un accorciamento fra 1,5 e 3 cm nel 14 %. Solamente 1 paziente ha riferito una impossibilità di penetrazione per le ridotte dimensioni del pene. Le complicanze sono state sempre minori. Da notare il fatto che il 40% dei pazienti ha riferito un miglioramento della rigidità peniena.

Le percentuali di successo dei diversi Autori sono riportate nelle tabella seguente

 

Autore

Tecnica

N° pazienti

Successo

Mufti (1994)

Nesbit

27

65 %

Mufti (1994)

Plicatio

13

62 %

Sassine (1994)

Chiusura orizzontale di incisione trasversale

23

95 %

Nooter (1994)

Plicatio

33

76 %

Poulsen (1995)

Nesbit

48

91 %

Poulsen (1995)

Plicatio

9

67 %

Ralph (1995)

Nesbit

359

82 %

Licht (1997)

Nesbit

28

79 %

Licht (1997)

Chiusura orizzontale di incisione trasversale

30

83 %

Savoca  (2000)

Nesbit

157

85 %

 

 

Bibliografia

1.   Belgrano E., Deriu M., Trombetta C., Salisci E., Sanna M., Paoni A., Savoca G.: Ruolo dell’ecotomografia peniena. In La Malattia di La Peyronie, Arturo Editor, 1994.

2.   Belgrano E., Trombetta C., Ciampalini S., Liguori G., Savoca G.: Nesbit operation in the treatment of Peyronie’s. Disease. Abstract Book 2nd Meeting of the ESIR, Madrid, October 1-4, 1997

3.   Claes R. and Baert L.: Corporeal plication in Peyronie’s disease improves rigidity. Int. J. Impotence Res. 7: 119, 1995.

4.   De Stefani S, Savoca G, Ciampalini S, Gattuccio I, Scieri F, Belgrano E. Saphenous vein harvesting by 'stripping' technique and 'W'-shaped patch covering after plaque incision in treatment of Peyronie's disease. Int J Impot Res. 2000 Dec;12(6):299-301.

5.   Ebbehoj J., Metz P.:New operation for “krummerik” (penile curvature). Urology 26: 76-78, 1985.

6.   Kelàmi A. : Congenital penile deviation and its treatment with the Nesbit-Kelàmi technique. Brit. J. Urol., 60 : 261, 1987.

7.   Licht M.R. and Lewis R.W. : Modified Nesbit procedure for the treatment of Peyronie’s disease : a comparative outcomeanalysis. J. Urol. 158 : 460-463, 1997

8.   Mufti G.R., Aithinson M., Branwell S.P., Paterson P.J. and Scott R.: Corporeal plication for surgical correction of Peyronie’s disease. J. Urol. 144, 281-282, 1990.

9.   Nesbit R.M. : Congenital curvature of the phallus : report of three cases with description of corrective operation. J. Urol., 93 : 230, 1965

10.Ralph D.J., Mahmoud A. and Pryor J.P. : The Nesbit operation for Peyronie’s disease : 16-year’s experience. J. Urol. 154 : 1362-1363, 1995.

11.Saalfeld J., Erlich R.M., et.al. : Congenital curvature of the penis : successful results with variations in corporoplasty. J. Urol., 109 : 64, 1973.

12.Sassine A.M., Wespes E., Shulman C.C. : Modified corporoplasty for penile curvature : 10 years’ experience. Urology, 44 : 419-421, 1994.

              13.   . Savoca G, Trombetta C, Ciampalini S, De Stefani S, Buttazzi L, Belgrano E. Long term results with Nesbit's procedure as treatment of Peyronie's disease.Int J Impot Res. 2000 Oct;12(5):289-93.

 

 

 

Elenco Interventi