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RIVASCOLARIZZAZIONE MICROCHIRURGICA DEL PENE
La rivascolarizzazione peniena nella disfunzione erettile post-traumatica è una tecnica molto interessante perchè consente di riportare il flusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene e di ripristinare l’erezione in quei pazienti in cui le arterie peniene sono state lese. Tuttavia affinché l’intervento vada a buon fine è necessario che venga fatta una selezione corretta del paziente.
Il candidato ideale a questo tipo di chirurgia deve essere:
- giovane (< 45 aa – 50 aa);
- esente da patologie sistemiche (diabete, aterosclerosi ecc.);
- esente da patologie di rischio cardio-vascolari.
Nei casi in cui non esistono le condizioni sopra descritte è meglio astenersi da questo tipo di intervento perchè si rischia l’insuccesso. Viceversa questi pazienti possono essere candidati all’inpianto di protesi peniene.
L’intervento di rivascolarizzazione del pene è un intervento microchirurgico che quindi necessita di una buona esperienza di microchirurgia: consiste nell’anastomizzare una arteria (epigastrica inferiore) ad un vaso del pene che può essere, a seconda dei casi, l’arteria dorsale del pene
o la vena dorsale profonda del pene (arterializzazione della vena dorsale del pene).
Si tratta comunque di vasi di calibro molto piccolo e quindi è necessario l’uitilizzo dei mezzi di ingrandimento per ottenere una anastomosi che rimanga pervia.
Se le condizioni dell’arteria dorsale del pene lo consentono la anastomosi artero-arteriosa diretta dà i migliori risultati.
L’arteria epigastrica inferiore può essere mobilizzata attraverso un accesso mininvasivo con tecnica laparoscopica evitando così la ferita chirurgica ed abbreviando notevolmente i giorni di degenza postoperatoria.
I controlli postoperatori prevedono un ecocolorDoppler penieno ed eventualmente una arteriografia selettiva per confermare l’avvenuta rivascolarizzazione.
Nella nostra esperienza, quando l’indicazione è stata data correttamente e la causa della Disfunzione Erettile era un trauma in paziente giovane, la rivascolarizzazione ha sempre portato ad una ripresa della funzione sessuale anche senza l’ausilio di farmaci vasoattivi (Sildenafil, Tadalafil, Alprostadil).